La storia della famiglia Greco inizia molti, molti anni fa.

L’origine del cognome è da attribuirsi al medioevo il suo significato è: proveniente dalla Grecia.

 

Siamo da molte generazioni in Puglia, nello splendido Salento una terra ricca di storia dove l’arginato è ancora molto presente, e molti nostri conterranei producono con vecchi e antichi riti e procedure tramandate da padre in figlio.

E cosi da padre in figlio arriviamo alla nostra azienda che conserva il nome di una nostra antenata per conservare viva la tradizione “mariagreco”.

L’azienda si è arricchita nel tempo ampliando la formazione iniziale di sartoria con la pelletteria ed altri settori di raffinato gusto sempre strettamente artigianali, passano gli anni e i secoli ma per noi la qualità rimane un punto focale della nostra azienda e della nostra famiglia.

La nostra azienda  inizia dalla scelta del pellame. La materia prima è alla base di un lavoro artigianale e l’ottima qualità del pellame è un tratto distintivo della nostra produzione.

Per le nostre creazioni utilizziamo solo pellami lavorati nelle concerie toscane di Santa Croce sull’Arno.



Il taglio della pelle è interamente manuale, non si usano trance industriali.

Le parti in pelle tagliate vengono lavorate, sempre a mano, nel lavoro di banco e a macchina (spaccatrice, scarnitrice, macchina per cucire) e unite alla fodera.

Anche la fodera delle nostre borse è interamente in pelle. Nel lavoro di banco si aggiungono gli accessori in metallo (anche essi Made in Italy), le cerniere e le chiusure.

Infine i dettagli di colore vengono dipinti a mano con colori resistenti all’usura. Si può senz’altro affermare che prodotti soggetti ad una lavorazione di questo tipo sono diventati sempre più rari anche per una città di tradizione come Firenze.

 

Un processo quindi di alta qualità, artigianale ed italiano all’insegna dell’eleganza e della praticità.
Il nostro orgoglio è aver potuto vedere con i nostri occhi che le borse fabbricate nella Pelletteria Artigiana sono ancora oggi in buona forma dopo molti decenni dalla loro produzione.

A questa antichissima tradizione di pelletteria negli ultimi anni si è aggiunto la tessitura che rigorosamente svolgiamo a mano, le nostre signore punto dopo punto lavorano all’uncinetto dei capi preziosi, e solo dopo svariate ore di lavoro vede la luce un capo di sartoria artigianale.

Ma abbiamo deciso che in questo eCommerce non saranno per ora presenti queste lavorazioni, volutamente lasciamo lo spazio alla pelletteria e magari più in la inseriremo piano piano qualche capo di abbigliamento.

Come ci aiuta a ricordare Wikipedia, Nelle tradizioni culturali delle varie civiltà, laddove il bagno non era consentito in completa nudità, il costume da bagno di solito era l'equivalente di un vestito indossato normalmente nella vita di tutti i giorni. Addirittura, nel XVIII secolo le donne indossavano delle particolari "gonne da bagno", fatte di un materiale che non diventava trasparente, e appesantito sui bordi affinché non si alzasse in acqua.

Nel XIX secolo le donne si immergevano in mare avvolte in abbondanti mantelli chiusi fin sopra il collo. Le bagnanti che giungevano nelle diverse spiagge, arrivavano dentro a delle cabine con ruote e tende nelle quali si cambiavano i vestiti.

A partire dal 1850 l'abbigliamento femminile era ancora molto castigato e i costumi da bagno erano caratterizzati da gonfi pantaloni al polpaccio, completati da un abito lungo fino al ginocchio, con delle scarpine allacciate. In Europa, infatti, i primi costumi da bagno che permettevano di mostrarsi in pubblico al mare fecero la loro comparsa verso la metà del XIX secolo. Il costume femminile era costituito da due pezzi: un vestito che copriva dalle spalle alle ginocchia ed un pantalone che scendeva fino alle caviglie. Ovviamente era solo per le persone abbienti che potevano permettersi il confezionamento di tale capo. Il giornale “La Mode” fu tra quelli che iniziarono a descrivere i capi da spiaggia delle mogli dei ricchi industriali. Tuttavia tale abito balneare era indossato ancora sul busto, che resistette nell'uso comune fino al primo decennio del XX secolo, con accessori indispensabili come le scarpette e un cappello a visiera. Si riteneva allora che per una signora l'abbronzatura fosse volgare e che la pelle dovesse rimanere candida.

 

Processi di produzione

La fabbricazione dei costumi di bagno è, dopo la seconda guerra mondiale, per lo più un processo manuale:

 

Le rocchette di cotone e filo impermeabile vengono montati su macchine da maglieria che intrecciano i fili in rotoli di tessuto. Dopo che il tessuto è stato pulito e tinto del colore desiderato, viene poi messo nelle asciugatrici. Infine il tessuto si riarrotola fino a che non viene utilizzato.

I rotoli vengono stesi sul tavolo e, disegnata la sagoma, viene tagliato il modello.

Ogni pezzo è cucito all'altro grazie a cuciture che, a seconda delle dimensioni del tessuto, vengono fatte da singole macchine da cucire guidate dalle abili sarte.

I capi realizzati vengono stirati e le etichette vengono cucite all'interno. Successivamente i costumi vengono confezionati e piagati in scatole pronti per la spedizione.

Tessuti

I principali tessuti impiegati per la confezione dei costumi da bagno sono la lycra, il lastex e gli altri tessuti elasticizzati che aderiscono bene alle forme del corpo. Occasionalmente viene impiegato il cotone.

Nel 1920 si usava il rayon, una fibra che si ottiene dalla cellulosa, ma la sua scarsa durata, soprattutto una volta bagnato, ne ha interrotto l'utilizzo. Stessa cosa per il jersey e per la seta, talvolta utilizzata.

Negli anni trenta si inizia a utilizzare i tessuti elasticizzati che permettono al costume di essere aderente sul corpo.

 

Nello stesso modo e la stessa attenzione prestiamo per la pelletteria e ad esempio ai capi in maglieria, tutti i nostri capi sono fatti a mano uno ad uno da agili magliaie. Antichi lavori che piano piano si perdono lasciando posto all’industria che mai potrà raggiungere la qualità del “fatto a mano”

 

Per questi motivi abbiamo pensato di aggiungere una sezione di assistenza per le riparazioni, essendo capi unici è giusto che vengano riparati e assistiti proprio come se fosse la vostra automobile.
Su tutta la pelletteria garantiamo un anno di assistenza gratuita per gli eventuali difetti, ma ricordate che i piccoli difetti o le differenze delle foto fanno il pregio dei vostri articoli proprio perché uno è diverso dall’altro non parlando di articoli in serie.

 

Maria Greco